Cardiopatie

Con il termine cardiopatie si indicano alcune patologie a carico del cuore, sia acquisite che congenite. Una diagnosi tempestiva della patologia è fondamentale per controllarne l’evoluzione  e ottenere un regresso dei danni provocati dalla malattia.

 

CARDIOPATIA IPERTENSIVA

La cardiopatia ipertensiva è il secondo stadio di gravità della ipertensione arteriosa semplice. La diagnosi è esclusivamente ecocardiografica. Nei casi in cui si evidenzia un aumento dello spessore del muscolo cardiaco e una alterazione della capacità di rilassamento, sono necessari dei controlli a tempi più brevi per valutare l’efficacia dei farmaci consigliati e la relativa regressione dei danni provocati dalla patologia.

CARDIOPATIA ISCHEMICA SILENTE/CONCLAMATA

Senza dubbio la cardiopatia ischemica è la patologia crescente come numero di pazienti. L’aumento dell’età media e le nuove abitudini alimentari, associate ad aumento del tabagismo,  ha sensibilmente incrementato tale cardiopatia, rendendo precoce l’insorgenza di infarti al miocardio, sempre più spesso a carico di soggetti giovani.

Fortunatamente in parallelo sono migliorate anche le capacità diagnostiche, soprattutto nei  test predittivi, come il test da sforzo e le indagini ematochimiche (analisi del sangue), che permettono di svelare precocemente la cardiopatia ischemica e monitorizzare nel tempo il paziente a rischio prima e dopo l’evento ischemico acuto (infarto al miocardio).

INSUFFICIENZA CARDIACA

Quando una cardiopatia di qualsiasi natura evolve negativamente, per la concomitanza di un ulteriore fattore di aggravamento o per  la cattiva gestione della patologia da parte del paziente o del curante, si ha l’evoluzione in un quadro di insufficienza cardiaca, ovvero l’incapacità del cuore di attendere alla normale funzione di pompa circolante, con la comparsa di segni di insufficienza cardiaca, quali: edemi alle gambe (comparsa di liquidi alle gambe), edema polmonare (comparsa di liquidi nei polmoni), astenia (profonda stanchezza per scarsa ossigenazione dei tessuti).

CARDIOPATIA POLMONARE

Con concomitanza di sindrome delle apnee notturne (osas): se la casistica dice che il 4% degli uomini è affetto da questo disordine respiratorio notturno, tale percentuale sale drasticamente  nei soggetti affetti da patologie cardiovascolari, polmonari e nell’obesità fino a raggiungere una percentuale del 30%.

CARDIOPATIE E VULVOLOPATIE CONGENITE

La diagnosi delle più importanti cardiopatie congenite viene eseguita poco dopo la nascita, nei reparti di neonatologia. Quelle meno importanti, invece, si verificano nei primi anni di vita, quando si manifesta un ritardo di crescita o scarsa capacità a incrementare l’attività fisica. A quel punto si rende necessaria una diagnosi cardiologica mediante visita cardiologica, ECG e soprattutto mediante l’ecocardiogramma.

Diviene sempre più importante la necessità di escludere la presenza della più frequente patologia congenita, ovvero il forame ovale pervio (pfo), correlato nei giovani alla comparsa di brevi ictus cerebrali (tia),  che consistono in transitori stati confusionali, con  perdite di orientamento e difficoltà nel parlare.

Si calcola che ¼ della popolazione italiana ne sia affetto (circa 15 milioni di persone), mentre una quantità molto minore sviluppa la patologia neurologica. Quando viene eseguita la diagnosi, combinata dal neurologo (risonanza magnetica) e dal cardiologo (ecocardiogramma di base e successivamente eco transesofageo), si ha la possibilità di chiudere tale forame mediante un intervento mini invasivo che avviene per via percutanea (mediante via venosa con puntura  femorale).


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